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CONFERENZA: “SOLO ACQUA, ARIA, LUCE E TERRA NELL’AGRICOLTURA DEL FUTURO”

Giovedì 24 ottobre 2019 la classe 3A dell'indirizzo Tecnico Agrario opz. Gestione Ambiente e territorio dell’IIS “A. Zanelli” si è recata alle ore 8.00 all’Università degli Studi di Modena e Reggio (Unimore), al fine di assistere alla conferenza “Solo Acqua, aria, luce e terra nell’agricoltura del futuro”. L’evento si è svolto in modo ordinato, chiaro e lineare, tramite 9 diversi interventi da parte di personalità di rilievo nell’ambito dell’agraria e della modernizzazione della stessa. Tuttavia, prima di accedere all’evento, la classe, accompagnata dai Proff. Medici Danilo (Economia, estimo, legislazione e marketing) e Spadaccini Daniele (Economia, estimo, legislazione e marketing) ha visitato il Parco del Popolo in vicinanza all’Università, analizzandone le origini, la storia e la componente vegetale, dopo aver visitato il parco la classe ha potuto fare una veloce pausa di colazione al bar dell’Unimore per poi assistere al convegno.

A dare inizio alla conferenza è stato il Prof. Ferretti (Pro Rettore dell’Unimore), il quale ha stabilito una presentazione/introduzione all’Università e successivamente a ciò che sarebbe stata la conferenza in mattinata.
La base del suo discorso iniziale è stata l’introduzione del concetto di unione tra agricoltura e modernità; concetti base per uno sviluppo sostenibile e pertanto futuro dell’umanità.
Successivamente, Ferretti ha introdotto il Presidente della Società Agraria dr. Ag. Anselmo Montermini.

Una volta raggiunto il palchetto munito di microfono, il presidente della Società Agraria, ha esplicato il significato, la nascita e la ragion d’esistere di tale organizzazione. Nata nel 1806, la Società Agraria trova le sue origini in un decreto napoleonico , con lo scopo di portare innovazione in agricoltura, senza scopo di lucro.

Viene successivamente introdotto il concetto di “agricoltura del buon senso”, in netto contrasto con l’agricoltura additiva; queste due tipologie di visione dell’agricoltura trovano punto comune nel bilanciamento energetico.

A chiarire questi concetti, in particolare sull’agricoltura del buon senso interviene il docente di Economia Agraria dell’Università di Bologna prof. Piero Nasuelli. Il Professore spiega il concetto chiave dell’agricoltura come “coltivazione” per l’uomo arrivando poi a parlare di “Indoor Farming” , concezione di agricoltura dove la terra non viene considerata più come bene primario, ma bensì viene sostituita in termini di importanza dall’energia; in questo sistema quindi, la produzione agricola viene considerata al pari di ogni altro processo produttivo industriale.
Si apre quindi un nuovo orizzonte per l’agricoltura. In primis risalta all’occhio il concetto di produzione agricola senza patologie, ci si dirige quindi sempre più verso un sistema di cambiamento maggiormente sostenibile a fronte del vertiginoso e recente aumento della popolazione; pertanto quindi si avrà sempre più la necessità di avviare processi produttivi in città, dove la richiesta è maggiore, al fine di evitare il massiccio spreco di energia che trova la sua origine nel trasporto di tali prodotti.
La quantità di energia di cui si usufruisce maggiormente durante il processo produttivo agricolo risiede in tutte le operazioni post-raccolta e di trasporto (es. impacchettamento ed imballaggio).
Sono stati in seguito mostrati i dati riguardanti, in riferimento al consumo, la resa ed il consumo di energia in relazione ai tre metodi di produzione:
1. A pieno campo
2. Tradizionale
3. Indoor
Dall’analisi dei dati mostrati in precedenza si evince che in relazione alla singola unità di prodotto il sistema Indoor è quello con minore convenienza in termini di energia utilizzata, tuttavia analizzando la situazione in modo più completo, il sistema indoor risulta quello meno conveniente in quanto la filiera produttiva viene decisamente ridotta (assenza trasporti, manodopera ed imballaggi pesanti).
In questo sistema i rifiuti delle grandi realtà popolose (metropoli) saranno utilizzati per la produzione di energia, da destinare, almeno in parte, alla produzione agricola indoor che appunto richiede maggiore dispendio energetico iniziale.
Infine possiamo analizzare la situazione da un punto di vista prettamente economico, sottolineando che negli ultimi anni si è verificato un massiccio e sostanziale spostamento di capitali dal settore secondario o industriale a quello primario in particolare quello agricolo.

Sono stati identificati in seguito alcuni punti fondamentali che contraddistinguono questo progetto ed in generale il futuro apparente dell’umanità.
10 Miliardi di euro come finanziamento agricolo
Miglioramento genetico delle colture per la produzione
Nuovi programmi di investimento, ripensare la PAC in ottica di cambiare il sistema produttivo
Cambiamento abitudini alimentari
effetto “leva” dell’economia

Se la prima parte della conferenza si è focalizzata su un dibattito più generale, la seconda è stata caratterizzata da un entrata nel merito del progetto, attraverso la presentazione di quattro fattori influenzanti la produzione agricola indoor : l’acqua, l’aria, la luce e la terra, che peraltro costituiscono l’aspetto centrale del convegno.

1. ACQUA: Settore presieduto da Stefano Ballerini, agronomo e country manager della Netafilm. Alla base del settore acqua vi è il concetto di irrigazione di precisione , utilizzando di conseguenza molta meno acqua rispetto al sistema tradizionale. Successivamente Stefano racconta brevemente la nascita di Netafilm, in Israele, la quale si è distinta per l’invenzione dell’irrigazione “a goccia”, la più efficiente del mondo.
Analizzando qualche dato, ha mostrato il concreto spreco di acqua nel mondo, di fatto, del 100% di acqua, il 70% è impiegata in agricoltura ma solo il 20% di terreno viene adeguatamente irrigato.
Se non si ha efficienza nell’uso delle risorse d’acqua , si provoca nel tempo la diffusione di fenomeni come la deforestazione per uso agricolo, problematica che causa tuttora gravissimi problemi, la base della modernità diventa quindi la produzione di più cibo e l’utilizzo di meno acqua. L’acqua viene quindi riutilizzata all’interno del sistema indoor stesso, di fatto il “drenato”, ovvero l’insieme dell’avanzo di H2O dalla filiera produttiva viene raccolto in vasche di recupero successivamente utilizzato per la regolazione del pH (acidità) e degli elementi nutritivi. Ballerini spiega poi l’importanza della flessibilità dell’irrigazione, che avviene grazie a modularità e per caratteristiche della fertilizzazione che avviene per coltura e stadio di crescita. Fattore importante è quello del controllo, eseguito con maniacale precisione da sensori di ogni genere (pH, umidità, ecc.) ; dall’automazione ( intelligenze artificiali ecc.) ed alla grande capacità di gestione crisi dell’impianto. Il progetto è chiamato Planet Farms ed il suo esecutore è l’imprenditore Luca Travaglini.

2. ARIA: Settore presieduto da Valerio Draghi, ingegnere che lavora per conto dell’azienda di Luca Travaglini.
Valerio definisce il vento come un fondamentale fattore della produzione indoor, la sua figura di tecnico fa sì che il vento vada verso il prodotto e che lo trasformi secondo quelle che sono le linee direttive dell’azienda ; il vento, come tutti gli altri fattori della produzione agricola, può essere perfettamente controllato e gestito con precisione all’interno di una filiera produttiva indoor secondo il parametro del”comfort” della pianta. Il fattore vento regola quindi (anche) la temperatura e necessita quindi di un ambiente protetto ed omogeneo. L’impianto si compone di filtri protettivi per evutare influenze tossiche o comunque negative dall’ambiente esterno, il cuore dell’impianto è la macchina di regolazione del flusso d’aria, essa si occupa anche delòla regolazione dlla temperatura.

3. LUCE: Settore presieduto da Carlo Bignami, agronomo.
Nei primi minuti del suo discorso, Bignami ha illustrato, ribadito e riassunto tutti i fattori della produzione agricola; successivamente dando poi più ampio spazio al fattore “luce”, che all’interno del sistema indoor è perfettamente controllabile in funzione della massima resa.
La luce è pertanto alla base della vita delle piante e se controllata, permette quindi l’assorbimento del maggior numero di nutrienti e di modulare la ricetta affinché la pianta non vada mai in carenza di alcuna sostanza. In funzione della temperatura invece, la luce regola anche parte della velocità di produzione il cui tempo si riduce notevolmente.
Spiega poi il concetto di luce solare, divisa in ambito ultravioletto, visibile ed infrarosso. Controllando la luce tramite lampade al sodio, oppure al led con rispettivi picchi di assorbimento nutritivo; è possibile controllare indirettamente la fotosintesi, il fotoperiodismo, la fotomorfogenesi e la germinazione dei semi.
l’insieme di tali fattori influenzati in ambiente indoor costituisce una vera e propria “qualità indoor” che possiede come principali caratteristiche il maggiore aroma, l’assenza di prodotti fitosanitari e di qualsiasi corpo estraneo.

4. TERRA: Settore presieduto da Fabio Primavera, agronomo, collaboratore Planet Farms .
Fabio Primavera esprime fin da subito l’importanza di creare un suolo rispettando la fisiologia vegetale attraverso un miglioramento delle piante verso un nuovo e migliore suolo con cui si andrà in seguito a relazionare l’apparato radicale. Tale nuovo suolo dovrà mantenere nel tempo la propria struttura e conservarne la fisiologia grazie all’utilizzo pratico di materiali alternativi come il basalto ed il biochar. Parte di queste considerazioni trova la propria origine nell’analisi del suolo delle carbonaie e la relazione con il tartufo.
Pertanto l’agronomo specializzato in terreni conclude affermando che la qualità di un prodotto agricolo vegetale nasce nel rispetto della sua fisiologia.

Infine avviene la presentazione dello stesso Luca Travaglini, spiegando lo “Stabilimento azienda agricola”, un concetto strettamente legato all’introduzione iniziale dove veniva affermato che nel sistema indoor, l’agricoltura ed i suoi prodotti possono essere considerati parte di un nuovo settore della produzione industriale, quella agricola.
Luca Travaglini, titolare di Planet Farms Italia , ha analizzato la situazione a livello imprenditoriale, spiegando con presumibile trasparenza la filiera produttiva del progetto indoor, con la conseguente ricerca impegnata nel ritrovamento di semi di varietà antichi in funzione diretta del raggiungimento della massima purezza dei prodotti della filiera produttiva. Travaglini ha anche raccontato le ragioni di tali scelte strategicamente rischiose, accennando ad un suo passato grave problema di salute che lo ha spinto nel tentativo di produrre cibo sano, “natural” e che derivi da una produzione che non sia fonte di spreco di energia ed inquinamento ambientale.

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