Quattro ore di concentrazione assoluta, sguardi sospesi tra la tastiera e l’orizzonte delle idee. Nell’ampio laboratorio d’informatica della nuova sede, stamattina si è svolta la fase d’istituto dei Campionati di Filosofia 2026 promossi dalla SFI (Società Filosofica Italiana), riconosciuti dal MIM come valorizzazione delle eccellenze. Quest’anno la partecipazione è stata straordinaria: ben 36 studentesse e studenti del triennio del Liceo Scientifico hanno scelto di misurarsi con una prova impegnativa, affascinante e – per molti – sorprendentemente liberatoria.
La formula è ormai collaudata: una traccia da sviluppare tra quattro proposte, ciascuna appartenente a un diverso ambito della riflessione filosofica – gnoseologico-teoretico, politico, etico, estetico. Una rosa di temi che non lascia scampo: per scrivere occorre pensare, prendere posizione, argomentare. E soprattutto occorre avere il coraggio di attraversare il testo, di lasciarsi provocare dalle parole dei grandi autori. Quest’anno, a stimolare la riflessione, sono state le voci di Agostino, Nietzsche, Hegel e Mill: quattro giganti, quattro modi diversi di interrogare il mondo. Dall’importanza del dubbio alla critica radicale dei valori, dal movimento dialettico tra bello naturale e bello artistico alla difesa della libertà individuale, ogni citazione ha aperto un varco, una possibilità, una sfida. Al termine della correzione, i due saggi migliori saranno selezionati per rappresentare l’istituto alla fase regionale di inizio marzo. Un traguardo importante, certo, ma anche un punto di partenza: perché chi ha partecipato ha scoperto che la filosofia non è un esercizio astratto, ma un modo di stare nel mondo, un invito a pensare meglio, più a fondo, più liberamente.






















