Giovedì 29 gennaio 2026, le classi 2F e 2S si sono recate presso SD Factory laboratorio creativo per partecipare al workshop realizzato dal Comune di Reggio Emilia (Officina educativa) in collaborazione con Reggiana Educatori e il laboratorio avanzato di cittadinanza (LabAv). Nella prima parte della mattinata, le classi dell'ISS Zanelli con Istituto Secchi e di altri Istituti della città, hanno avuto l’opportunità di ascoltare diverse testimonianze di attivismo sui temi dei Diritti e della Pace. Dopo una breve pausa, si sono divisi in gruppi per partecipare a quattro laboratori, ciascuno condotto da un esperto con un linguaggio e un approccio specifici.
Di seguito i laboratori proposti:
- John Mpaliza – Testimonianza attiva e interattiva di un attivista per i diritti umani: uno sguardo sui conflitti meno noti e sul nostro coinvolgimento.
- Valentina Tosi e Chiara Goldoni di Istarion d.e.a. - Movimento nonviolento – Corpo, movimento e poesia per decostruire il concetto di “nemico”.
- Youness Nazli – Arte urbana, graffiti e affissioni come strumenti di impegno civile.
- Fabio Carima in arte Dank – Cultura hip hop, RAP, musica e parole come strumento di espressione.
I ragazzi e le ragazze si sono poi ritrovati in plenaria per riportare le riflessioni sulla pace maturate nei vari gruppi di lavoro.
In queste riflessioni è emerso che la pace non è solo assenza di guerra, ma un processo attivo che si costruisce quotidianamente con giustizia, empatia, dialogo e piccoli gesti di gentilezza, fino all'impegno di ogni individuo per costruire società inclusive, promuovendo l'educazione, il lavoro e la solidarietà a partire dalla propria casa e comunità.
Concetti chiave
- La pace è un cammino, non una meta: "Non c'è via per la pace, la pace è la via" (Gandhi).
- Gesti quotidiani: Inizia con un sorriso (Madre Teresa di Calcutta), ascoltando, perdonando e accogliendo l'altro, non giudicando.
- Costruzione attiva: Si prepara attivamente con l'impegno di tutti, non solo dei potenti, costruendola nelle case, nei quartieri, nel lavoro, aiutando chi è in difficoltà.
- Non è debolezza: La pace vera non è assenza di tensione, ma presenza di giustizia, e si ottiene con la comprensione, non con la forza.
- Responsabilità individuale: Ognuno deve riflettere sul proprio ruolo e rifiutare la passività e l'indifferenza che nutrono la guerra.
Prospettive e definizioni
- Pace positiva: Costruire società giuste, inclusive, sane e sostenibili attraverso la partecipazione.
- Pace interiore: Piena realizzazione di sé, armonia e pienezza di vita (Aristotele).
- Impermanenza: La consapevolezza che tutto passa può aiutare a superare i conflitti (Buddha).
Vie concrete per la pace
- Dialogo tra generazioni.
- Educazione: per libertà e responsabilità.
- Lavoro: per giustizia e solidarietà.
- Compassione e servizio: Uscire dalla propria comodità per andare incontro all'altro.
Questa iniziativa è la prima di un progetto che si realizzerà in classe (3 incontri da 2 ore ciascuno) sul tema della pace e del conflitto per capire che la guerra rappresenta il fallimento del dialogo e una profonda ferita sociale, caratterizzata da distruzione, sofferenza e dalla perdita di vite innocenti per interessi politici ed economici. Riflettere sul conflitto significa riconoscere l'urgenza di educare alla pace, superando la tentazione della violenza come soluzione e promuovendo la responsabilità collettiva.
Gli studenti verranno sollecitati in riflessioni sul tema:
- La natura del conflitto: Spesso descritta come una tragica necessità o il prolungamento della politica con altri mezzi, la guerra è vista da alcuni filosofi come un elemento intrinseco alla storia umana, sebbene portatore di inaudita distruzione.
- La tragedia umana: I conflitti non risparmiano i civili, colpendo bambini e famiglie, e distruggendo il tessuto sociale. La guerra trasforma le società, alimentando paure e odio, spesso nascondendo le reali motivazioni economiche dietro ideologie.
- Il monito della storia: La storia mostra che i conflitti armati portano a un'escalation che la ragione potrebbe evitare. Einstein evocava il rischio che la guerra futura si combatta con pietre e bastoni, sottolineando la potenziale auto-distruzione dell'umanità.
- La necessità della pace: L'abolizione della guerra richiede uno sforzo collettivo, partendo dall'educazione e da gesti quotidiani, considerando la pace non come utopia ma come una costruzione necessaria.
- Il ruolo della tecnologia: Le moderne tecnologie belliche, inclusa quella nucleare, creano un equilibrio basato sulla paura, rendendo la guerra un gioco non più sostenibile per l'umanità.






















