Cosa significa davvero "curare" qualcuno? Spesso pensiamo solo a medicine e tecnologie, ma un recente studio dell'AUSL-IRCCS di Reggio Emilia ci invita a guardare oltre, ponendo una domanda fondamentale: come tutelare la dignità e i valori di una persona quando si ammala? Durante l’evento promosso dal’AUSL "Settimana della Ricerca", la dott.ssa Marta Perin (responsabile dell’unità di Bioetica dell’IRCCS Santa Maria) e la dott.ssa Silvia Tanzi (responsabile dell’unità cure palliative dell’IRCCS Santa Maria) hanno incontrato le classi 5R 5S e 5T e hanno guidato gli studenti in una riflessione profonda su temi che ci toccano tutti da vicino: la bioetica, l'autodeterminazione e le cure palliative.
Attraverso casi celebri della cronaca italiana, come le storie di Eluana Englaro e Samantha D'Incà, emerge l'importanza di non lasciare che siano gli altri a decidere per noi se non siamo più in grado di esprimerci. La legge 219/2017 ci offre oggi strumenti legali preziosi come le DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento) e la PCC (Pianificazione Condivisa delle Cure), che permettono a ogni cittadino o paziente di esprimere in anticipo le proprie volontà sui trattamenti sanitari. Ragionare su questi temi non è solo un esercizio teorico, ma un atto di grande responsabilità verso sè stessi e verso gli altri. Ci ricorda che la scienza deve sempre avanzare con un atteggiamento critico, bilanciando il sapere tecnico con il rispetto assoluto della persona. Un invito, anche per gli studenti, a non avere paura di farsi grandi domande per costruire una società più consapevole e umana. Quali sono i valori importanti per me oggi? E se cadesse un asteroide? Gli studenti hanno partecipato ad un workshop con l’utilizzo di carte GO WISH: un “gioco di carte’’ che ha l’obiettivo di stimolare la riflessione e la condivisione su questi temi.






















